Istituto Helvetico Sanders Trapianto

Istituto Helvetico Sanders: nessun prelievo di striscia di cute con il trapianto f.u.e.

Come funziona l’autotrapianto di capelli f.u.e.? Cosa ha di diverso rispetto alle precedenti tecniche chirurgiche? E perché non è invasivo? Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande in modo tecnico ed esaustivo.

Il numero degli autotrapianti in Italia e nel mondo sta crescendo vertiginosamente negli ultimi anni. Questo incremento non è solamente dovuto alla più ampia fiducia accordata a questo tipo di intervento, ma anche alle repentine evoluzioni di cui la tecnica f.u.e. sta beneficiando.

Non c’è stato mai nulla da dire sull’efficacia e sulla longevità dei risultati della tecnica f.u.e., quanto invece in passato si è sempre puntato il dito contro i risultati innaturali di un metodo che doveva ancora migliorarsi e raffinarsi, per arrivare agli eccellenti livelli di adesso.

Uno dei momenti più importanti nella storia della tecnica f.u.e. è stato il progressivo abbandono della tecnica di autotrapianto STRIP (o FUT), che prevedeva l’estrazione delle unità follicolari da una striscia o losanga di cute precedentemente incisa al livello della nuca (zona donatrice). Una tecnica che provocava inevitabili disagi fisici e psicologici, dovuti al visibile inestetismo estetico e all’impossibilità di tenere i capelli corti a livello dell’area donante (in particolar modo per i tagli degli uomini).

Perché l’autotrapianto non prevede il prelievo di una striscia di cute?

L’intervento è minimamente invasivo, non lascia cicatrici visibili ed è indolore, dato che avviene in anestesia locale. La procedura è a-traumatica: non sono previsti tagli, non sono previste incisioni, ma la semplice puntura di un ago: perfettamente sopportabile dal paziente.

Grazie all’innovativa tecnica FUE, l’intervento viene eseguito in poche ore, senza alcun prelievo di striscia di cute, evitando perciò cicatrici e antiestetici punti di sutura. La tecnica avanzata di cui si avvale l’autotrapianto di capelli FUE non solo consente di raggiungere risultati ottimali, ma al contempo permette di non incorrere negli spiacevoli disagi conseguenti ad un intervento chirurgico. Il prelievo di unità follicolari dall’area donatrice, e il successivo impianto nelle zone interessate da calvizie, avviene in anestesia locale, attraverso un punch di dimensioni microscopiche.

Una buona notizia per chi soffre di calvizie. La rapida guarigione della zona donatrice e dell’area di re-impianto delle unità follicolari, unita alla non invasività della tecnica e agli sporadici fastidi che si possono avvertire solo nella prima settimana dopo l’intervento, permettono infine al paziente di riprendere tutte le normali attività quotidiane nel giro di pochi giorni: dalla vita sociale al lavoro, dal tempo libero allo sport (con qualche precauzione in più nel caso di attività che richiedono sforzi fisici importanti).

Come funziona l’autotrapianto f.u.e.?

Nella prima fase il paziente è steso sul lettino, con la testa all’interno di un cuscino cavo, in maniera tale che la zona parietale e occipitale (vale a dire la zona di estrazione) siano esposte al chirurgo.

Il chirurgo durante la procedura si avvale di strumentazioni all’avanguardia che gli rendono il compito un po’ più semplice: un ingranditore a caschetto, che consente di ottenere un ingrandimento 6x del cuoio capelluto, e un dispositivo motorizzato con punta di diametro inferiore al millimetro: tramite questa punta cilindrica cava si esegue proprio l’incanalamento delle unità follicolari.

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Le u.f. verranno poi estratte una ad una, con una pinza particolare la cui caratteristica è quella di preservare intatta ed integra l’unità nel suo complesso. Uno degli aspetti più importanti dell’estrazione dell’unità follicolare concerne la destrezza e la competenza del medico chirurgo nell’utilizzare questo tipo di dispositivo e nella meticolosa cura delle unità follicolari che vengono estratte.

Per il reimpianto delle unità follicolari, il paziente viene riposizionato in poltrona, seduto. Le unità follicolari, opportunamente conservate, vengono montate dal nostro personale sanitario specializzato, su un dispositivo chiamato anche Implanter. Questo dispositivo monta un ago molto simile a quello di una siringa, la cui punta è a becco di flauto, che va ad incastonare l’unità follicolare nel cuoio capelluto.

Principali differenze tra FUE e STRIP (FUT)

  • STRIP (FUT): prelievo di striscia di cuoio capelluto, dalla quale vengono estratte le u.f.
  • FUE: estrazione monobulbare delle unità follicolari con punch dal diametro inferiore ad 1 mm.

Le due tecniche di estrazione, FUE e STRIP (detta anche FUT), si differenziano, come detto, per quanto riguarda l’invasività nell’area donatrice. Mentre l’estrazione via Strip lascerà una sottile cicatrice lineare nella parte posteriore dello scalpo, ciò che si può vedere dopo un trapianto FUE sono solamente dei piccoli puntini impercettibili ad occhio nudo.

Il trapianto si svolge in anestesia locale ed è perciò completamente indolore, ma ci sono differenze tra FUE e STRIP anche in questo senso. La guarigione dopo una chirurgia FUE è più rapida di quella dopo una chirurgia con striscia di cuoio capelluto. Infine, un’insensibilità temporanea, che può durare per parecchi mesi con la tecnica STRIP , non si verifica con la FUE.

Tutto ciò fa si che dopo un intervento con tecnica F.U.E. sia possibile riprendere le normali attività e la routine quotidiana pochi giorni dopo aver effettuato il trapianto capelli. Basterà infatti attendere che le crosticine, formate in corrispondenza delle zone di re-impianto delle grafts, cadano spontaneamente per poter tornare a lavoro, a svolgere attività fisiche o sport.

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